Un breve commento all’ultimo post di Giorgio Israel. Condivido appieno la difesa dei valori occidentali, ma non il tono di rant fallaciani che queste difese spesso assumono. Il loro limite, anche quando sono scritte nello stile inimitabile di Oriana Fallaci (e non è il caso di Giorgio Israel) è che trattano gli avversari come nemici allo stato puro, con i quali ogni dialogo è impossibile a causa della loro perversità o della loro imbecillità. Trattare Rowan Williams, l’arcivescovo di Canterbury, come un povero demente pronto a ogni concessione al nemico islamico invece di leggere e discutere il documento nel quale il reverendo Williams espone e argomenta le sue posizioni è una resa a uno stile da giornalista che avrei preferito veder evitata da un collega. E criticare Erdogan, come fa in un precedente post, perché invita i turchi tedeschi a non rinunciare alla loro identità si può fare solo se le parole del Primo Ministro turco vengono interpretate nel modo peggiore possibile. Tutto ciò, ribadisco, ha un senso solo se l’Islam è il nemico, da sconfiggere definitivamente, e non un vicino ingombrante del quale dobbiamo prendere le misure ma anche conviverci.

Da parte mia credo che sostituire l’analisi con le invettive, alla lunga paghi poco. La difesa della nostra libertà e dei nostri valori si fa con la fermezza nel e del dialogo, non chiedendo alle altre culture di farsi da parte senza discutere. Perché in fondo a questa strada rischiamo di trovare solo conflitti.

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