Incontro con il Guru

16 Marzo 2008

Mai sottovalutare il carattere delle persone. Specialmente di quelle che non sono capaci di incazzarsi con stile.

Non ho incontrato il professor I. solo per caso, anzi, direi che in qualche modo me la sono cercata. La mia idea, forse un pochino ingenua, è che il Web sia un luogo dove chiunque può dire la sua e se si fa gli affari propri, cioè si limita a scrivere sul suo blog, nessuno ci bada più di tanto.

Naturalmente mi sbagliavo, e così, al primo sgarro… zac!… finisco beccato dal guru di turno, quello che mi illudevo che sapesse apprezzare un pochino di ¬PC (che starebbe per argomentazione non Politicamente Corretta, ma lui lo sa, è Matematico).

Certo, è vero che nel mio piccolo ho commesso una marachella, ma chi poteva pensare che, come Grimilde, il Nostro la mattina si mette davanti al grande specchio del Web e chiede Google, Google delle mie brame! Chi ha (s)parlato di me ieri nel reame?

E così, grazie al Grande Fratello (No, caro, non quello della televisione), mi sono beccato una bella reprimenda.

In primo luogo ho commesso il peccato-dell’anonimo-che-polemizza. Prima mi è stato detto che non si fa, anzi no, si fa, ma solo contro (sic) i gruppi e le idee, non contro le persone-che-ci-mettono-la-faccia, infine, dopo le mie insistenze, ho saputo che sì, si può fare, ma non è Bon Ton. Argomento questo, lo riconosco, assolutamente impervio a ogni confutazione.

E qui, per inciso, si capisce quanto dev’essere difficile la vita del guru, che, tutto preso a districarsi fra il Bon e il Ton, distrattamente scorda di linkare i comuni mortali.

Intimidito, ho cercato di spiegare che sì, però, insomma… certi argomenti alla Fallaci… ma ho scoperto che non si deve, no, no, non-si-deve-dire-la-propria-senza-argomentare. Ho traccheggiato, cercato di adeguarmi, ma non è servito. Per il nostro guru, così parrebbe, vox media, vox dei. Inutile (lui dice sterile) contestualizzare e meditare prima di adeguarsi alla voce del gregge.

Poi c’è la terza regola, quella di non usare la parola collega per parlare del guru. Dev’essere questo che l’ha fatto scattare. Magari ha pensato – certo solo per un momento – che fossi Odifreddi travestito. Poi ha perso l’interesse, credo. Per fortuna dei lettori.

Infine c’è il problema dello scioglilingua. Provate a far dire al guru se l’Arcivescovo di Canterbury si disarcivescovizzasse. Non che non vorrebbe, ma è troppo difficile – a dire il vero non solo per lui.

Tuttavia il Nostro è persona pratica e tenace e prova a risolvere il problema in altro modo. Prima sillabando a fatica un anonimo vescovo anglicano, poi, pressato, profferisce con sforzo un primate (minuscolo, sic). Visto che il professore sembra essere un darwinista poco convinto, a noi il dubbio resta: il più autorevole dei vescovi anglicani è un nostro parente nell’albero dell’evoluzione, oppure Dio l’ha creato apposta per quel ruolo?

Stanotte non ci dormo.

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