Il ruolo del petrolio nell’economia è spesso visto come inseparabile dalle ingerenze politiche. Ci si chiede però di rado come mai ciò possa avvenire, e si preferisce invece pensare che tutto ciò sia in qualche modo inevitabile, causato dall’importanza di tale materia prima in tutti gli aspetti della vita.

Eppure, per poter capire fino in fondo il ruolo del petrolio nell’economia e nella politica mondiali, bisogna tener conto del fatto che è una merce dalle proprietà piuttosto peculiari. Questa sua caratteristica, unita alla sua insostituibilità come vettore energetico è alla radice del fatto che il prezzo e la disponibilità di petrolio sono intimamente legati alle vicende politiche mondiali. L’OPEC, che controlla la produzione di circa il 40% del greggio mondiale, è a tutti gli effetti una banca centrale del petrolio la cui influenza sull’economia mondiale non può essere sottostimata.

In particolare bisogna ricordare che:

  •  Il costo di produzione dei derivati del petrolio non è omogeneo, ma dipende fortemente dalla situazione geografica e geologica dei giacimenti e dalla qualità del greggio. A rigore, non ha senso parlare di riserve in assoluto perché queste dipendono non solo dalla disponibilità fisica, ma anche dal loro costo di sfruttamento, che può variare enormemente.
  • Quindi, il costo al consumatore dell’energia prodotta dal petrolio è quello marginale: una domanda sostenuta (come quella odierna) permetterà lo sfruttamento dei giacimenti dai costi di produzione più elevati e garantirà una redditività molto alta ai possessori dei giacimenti meno costosi da sfruttare.
  • Il petrolio non è una merce deperibile o soggetta ad obsolescenza. Quindi non vi sono vincoli fisici o di mercato che impediscano un’elevata flessibilità nelle scelte produttive e commerciali.
  • I costi di prospezione e di trivellazione sono spesso molto maggiori di quelli di esercizio dei pozzi e di manutenzione degli stessi.
  • La produzione di petrolio è un fenomeno essenzialmente oligopolistico, territoriale e legato alla politica. Ciò rende le decisioni produttive relativamente libere anche dai vincoli finanziari.
  • I derivati del greggio (benzina e gasolio) sono di gran lunga i mezzi più flessibili ed efficienti per produrre, immagazzinare, trasportare e distribuire energia.
Solo tenendo conto di tutti questi fattori è possibile comprendere perché l’influenza della politica sull’economia petrolifera sia così grande e perché la ricchezza generata dal petrolio sia all’origine di così grandi appetiti.
All’origine di tutto questo non c’è solo la grandezza di tale ricchezza, ma piuttosto il fatto che la produzione di greggio sia così facilmente controllabile da parte degli stati e che i suoi proventi, in modo particolare quelli che si ottengono dai giacimenti a basso costo di produzione, abbiano più la caratteristica di una rendita che quella di un profitto.
Sebbene si tratti, come spiego sopra, di una rendita in qualche modo naturale, i suoi effetti restano perversi e  generano inefficienza, imponendo alla politica e alla diplomazia (talvolta buone e talaltra cattive) di intervenire per mediare la sua distribuzione.